R2A-Hermes

 

28 e 29 maggio 2019 sono i giorni pianificati per il lancio del nuovo missile di Skyward: il suo nome è R2A-Hermes. Il lancio avverrà dal Piano Aremogna (AQ) e l’attuale quota obiettivo, raggiungibile grazie al motore Aerotech RMS 54/1706 alimentato da propellente K550, è 1700m dalla zona di lancio.

Il missile è stato realizzato in 9 mesi da un team di 25 studenti e alcune parti sono state create attraverso stampa 3D. Con 2m di altezza e un diametro di 86mm, il missile monta elettronica e un paracadute ad ala di Rogallo, entrambi prodotti internamente. 

Con questa missione si vuole testare l’efficienza del paracadute pilotabile e la sua stabilità, per poi implementare un sistema di controllo nei mesi successivi.

 

 

 

 

 

L’ala di Rogallo è il cuore di Hermes, è composta da diversi pezzi trapezoidali di nylon antistrappo, che cuciti insieme le conferiscono la caratteristica forma romboidale. La pilotabilità è conferita dai tre cordini definiti “di manovra”, posti nel retro, che tramite deflessione cambiano la forma del paracadute e di conseguenza la sua direzione. Il meccanismo è molto simile a quello degli odierni parapendii sportivi.

 

 

 

 

 

Il “Death Stack” costituisce l’intera elettronica di bordo del razzo R2A-Hermes: si tratta di un array di schede, ciascuna implementante diverse funzionalità tra cui il sistema di individuazione dell’apogeo, di attuazione dei sistemi di recupero e delle misurazioni inerziali e ambientali real-time, che permettono l’automatizzazione di tutte le fasi del volo.

 

 

 

 

L’ogiva è la parte frontale del razzo, essa serve per ridurre la resistenza aerodinamica della fusoliera di R2A-Hermes. Nel nostro caso è stata utilizzata un’ogiva con sezione ellittica, questo perché univa i vantaggi di avere una bassa resistenza a velocità subsoniche e un’elevata facilità di realizzazione tramite l’utilizzo della stampa 3D. Inoltre al suo interno verrà inserito il sistema di espulsione dell’ogiva stessa.

 

 

 

 

 

Lo scopo del sistema di espulsione è quello di propellere l’ogiva, una volta raggiunto l’apogeo, per consentire l’espulsione dei paracadute. Il cuore del sistema sono quattro molle in acciaio armonico, compresse tra due flange stampate in 3D, a loro volta tenute insieme da una barra filettata (non in foto). Il motore elettrico retrae la barra, permettendo la separazione delle flange e trasformando l’energia potenziale delle molle in energia cinetica. La velocità raggiunta dall’ogiva nei test è di circa 4 m/s.